Io e lei
Io e lei

Maria Sole Tognazzi, per la terza volta a Open Roads, il festival del nuovo cinema italiano, ci racconta il suo ultimo film Io e lei.

Io e lei è una commedia romantica sulla relazione tra due donne mature, dove alla crisi di una normale coppia si aggiungono le sfaccettature dell’essere donne omosessuali nell’Italia di oggi.

Come è nato questo film?

“Il film è nato in maniera fluida: dopo Viaggio Sola, film che mi ha cambiato vita e carriera, volevo lavorare ancora con Margherita Buy con la quale era nata una stupenda amicizia. Nello stesso periodo ho incontrato al festival di Cannes Sabrina Ferilli, che aveva girato La Grande Bellezza. Tornando a casa ho pensato che sarebbe stato bello fare un film con loro due insieme, due donne così eccezionalmente diverse, ed ho pensato anche che sarebbe stato bello farne una coppia d’amore.

Così gliel’ho proposto, loro hanno accettato, e la storia è nata. Il film è stato pensato e scritto proprio per loro due, se avessero rifiutato, probabilmente avrei cambiato soggetto”.

Io e lei racconta la storia d’amore tra due donne gay, facendo protagonista per la prima volta nel cinema italiano il tema dell’omosessualità femminile. Come mai ha scelto questo tema?

“In Italia non era stato ancora girato un film centrato su una storia omosessuale tra donne, mentre tra uomini si. E’ come se l’omosessualità maschile fosse già stata un po’ sdoganata, mentre quella femminile ancora no, ed ho voluto rappresentarla.

Il mio film poi, pur essendo una commedia romantica e un film per tutti, si è ritrovato al centro di un dibattito politico per me molto interessante nel nostro paese. Sono rimasta colpita dalla manifestazione del family day, dove intere famiglie sono andate in piazza a manifestare contro un riconoscimento dei diritti di altre persone che nulla toglie ai loro. Io non capivo il motivo di questo, mi chiedevo il perché parte degli italiani manifestasse contro il diritto di essere tutelati e protetti di altri.

Comunque non volevo che l’omosessualità diventasse la caratteristica del soggetto. La caratteristica del soggetto è la crisi di una coppia di mezza età, alla quale si aggiungono le sfaccettature della relazione omosessuale tra due donne mature e con esperienze differenti”.

Infatti le due protagoniste sono molto diverse…

“Volutamente diverse: il personaggio di Sabrina Ferilli è una donna lesbica da sempre, proletaria ed estroversa; mentre il personaggio interpretato da Margherita Buy è una donna più timida e borghese, con un matrimonio alle spalle e un figlio ventenne, che aveva avuto solo storie etero prima di incontrare Marina e innamorarsi di lei”.

Maria Sole Tognazzi
Maria Sole Tognazzi

Cosa può insegnare il cinema italiano a quello americano?

“Parlare di insegnamento mi sembra troppo, diciamo che ognuno porta la propria esperienza, e attraverso il confronto possono nascere sempre nuovi spunti. Io faccio film che non so ben definire, perché sono commedie sentimentali che però non sono commedie pure, racconto storie con un tono che è il mio, così come altri registi usano toni differenti.

L’onestà dello sguardo è quello che contraddistingue un film, e che può stimolare un confronto tra storie diverse in paesi diversi.

Ad esempio, il mio film racconta una storia di omosessualità femminile, che sicuramente essendo ambientata in Italia ha uno sguardo e risvolti diversi rispetto a se fosse ambientata qui negli Stati Uniti. Infatti, un conto è raccontare una storia tra donne in un paese come l’America, dove le coppie omosessuali possono tranquillamente stare insieme, un altro è ambientarla in Italia dove una legge sulle unioni civili è stata approvata solo ora, quindi mentre stavamo girando il film, l’Italia rimaneva di fatto uno degli ultimi paesi europei a non essersi adeguato a leggi che tutelino tutti i cittadini”.

Progetti futuri?

“Tanti progetti e idee, ancora da focalizzare. Devo capire su quale di questi mettermi al lavoro. Per ora continuo a seguire Io e lei in giro per il mondo, dopo l’estate inizierò qualcosa di nuovo”.

Questo è il tuo terzo film selezionato per Open Roads, cosa ti aspetti da questa tua terza esperienza newyorkese?

“Sì, sono stata tre volte a Open Roads, la prima volta con L’uomo che ama del 2008, poi due anni fa con Viaggio Sola, ed ora con Io e lei.

“Non mi aspetto nulla, spero solo che vada bene come l’altro”.

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